L’antica Festa di Samhain

L’antica Festa di Samhain

1La tradizione di festeggiare la vigilia di Ognissanti (in inglese All Hallows’ Eve Day, che è stato poi contratto in Halloween) ha origini britanniche, più precisamente celtiche. Lo storico Nicholas Rogers, ricercando le origini di Halloween, nota infatti che “la festa di Halloween è più tipicamente collegata alla festa celtica di Samhain, originariamente scritto Samuin (pronunciato sow-an o sow-in)“. Il nome della festività, mantenuto storicamente dai Gaeli e dai Celti nell’arcipelago britannico, deriva dall’antico irlandese e significa approssimativamente “fine dell’estate“. Si tratta di una data molto importante per il calendario celtico, perché sancisce l’inizio del nuovo anno (è l’esatto opposto di Beltane, l’inizio della stagione della luce, la primavera) e coincide con il giorno della “Fleadh nan Mairbh”, ovvero “la festa dei morti”.
2In essa, secondo la tradizione celtica, lo scudo di Skathach, cioè il velo tra questo mondo e quello ultraterreno, si assottiglia e gli spiriti dei defunti possono camminare liberamente tra i vivi e riunirsi ai loro clan. Nella dimensione circolare-ciclica del tempo, caratteristica della cultura celtica, Samhain si trovava in un punto fuori dalla dimensione temporale che non apparteneva né all’anno vecchio e neppure al nuovo. Per questa ragione è considerato un giorno sacro ai confini della realtà, o meglio, un giorno che non esiste. Come molte feste celtiche, anche Samhain veniva celebrata a più livelli: dal punto di vista materiale, era il tempo della raccolta e dell’immagazzinamento del cibo per i lunghi mesi invernali. Spiritualmente parlando, la festa era un momento di contemplazione. Per i Celti morire con onore, vivere nella memoria della tribù ed essere ricordati nella grande festa che si sarebbe svolta la vigilia di Samhain era una cosa molto importante. Questo era il periodo più magico dell’anno: il giorno che non esisteva, il giorno in cui i morti avrebbero potuto ritornare nei luoghi che frequentavano mentre erano in vita, e celebrazioni gioiose erano tenute in loro onore. Ai defunti che chiedevano doni, cibo e sostentamento si facevano offerte, ed essi in cambio avrebbero garantito protezione sulle famiglie e sui raccolti futuri ( i bambini che oggi si mascherano e vanno casa per casa a chiedere un dolcetto impersonano, in realtà, proprio i defunti ritornanti e questuanti!).
4I falò hanno sempre avuto un ruolo importante in questa festa. Nei villaggi si spegneva ogni focolare, per evitare che gli spiriti maligni soggiornassero nel villaggio. Il rito principale della festa consisteva nello spegnere il Fuoco Sacro situato a Tlachtga, vicino alla reale Collina di Tara, e riaccendere il Nuovo Fuoco il mattino seguente. Questo simbolizzava l’arrivo del Nuovo Anno (Samhain è infatti conosciuto anche come Capodanno celtico). Quando il mattino giungeva, i Druidi portavano le ceneri ardenti del falò sacro presso ogni famiglia, che provvedeva a riaccendere il focolare domestico. In Irlanda, il piatto tipico di Samhain è il cosiddetto “colcannon” (che vuol dire “cavolo chiazzato”): è una ricetta fatta con purè di patate, cavolo tritato e cipolla, servito caldo con molto burro. Solitamente al suo interno si nascondeva una moneta: il fortunato che la trovava nella sua fetta, avrebbe avuto prosperità per l’anno che doveva iniziare. Come altre feste celtiche, anche quella di Samhain passò nella cultura cristiana, dopo che i romani sottomisero i Celti. Divenne però chiaro alla Chiesa che i Celti, nonostante la loro apparente sottomissione alla cultura cristiana, continuavano ad aderire testardamente ad alcuni elementi del loro vecchio credo. Cosi’, all’incirca nel settimo secolo A.C., la Chiesa spostò il giorno di Ognissanti, una festa che onorava il martirio dei primi cristiani, da maggio al primo novembre, in modo da unirla agli antichi rituali druidici del 31 ottobre. Da allora in questa giornata si onorarono tutti i morti, non solo i primi santi cristiani, rinforzando così l’associazione con le celebrazioni celtiche. Con il passare del tempo, gli antichi spiriti di Samhain, che una volta venivano ritenuti selvaggi e potenti, assunsero un connotato nettamente diabolico e malvagio. La chiesa affermava infatti che gli dei e tutti gli altri esseri soprannaturali delle religioni antiche costituissero delle manifestazioni del diavolo, volte a condurre l’uomo verso l’adorazione di falsi idoli. Così cominciarono ad apparire rappresentazioni di fantasmi, scheletri, streghe e di altre creature maligne.
E’ certo che questa esportazione abbia fatto perdere il carattere e l’essenza vera e propria di questa festa, trasformandola nella notte di Halloween, una sorta di party celebrativo per gli esseri soprannaturali e diabolici.
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